RIDUZIONE DEL RISCHIO SISMICO: metodi di indagine strutturale degli edifici

AmministroSmart.it News RIDUZIONE DEL RISCHIO SISMICO: metodi di indagine strutturale degli edifici

News

RIDUZIONE DEL RISCHIO SISMICO: metodi di indagine strutturale degli edifici

Posted By amministrosmart

Come noto, nei primi giorni di novembre, ha avuto inizio l’iter parlamentare della Legge di Bilancio 2017, il cui testo è stato assegnato alla Commissione Bilancio di Montecitorio.  L’Articolo 2, commi 1-2 della legge di bilancio tratta delle detrazioni fiscali per ristrutturazione edilizia, riqualificazione antisismica, energetica e acquisto immobili. Un fattore  molto importante è quello che riguarda la maggiorazione delle aliquote di detrazione fiscale per interventi eseguiti su parti comuni degli edifici, rispetto a quelle previste per le singole unità immobiliari. Quale miglior occasione per ogni buon amministratore di condominio per informarsi a riguardo per sfruttare a meglio i benefici derivanti da tali incentivi?

In questa serie di articoli, vogliamo focalizzarci esclusivamente su ciò che riguarda gli interventi di riqualificazione antisismica. Partiremo dall’analizzare quali sono le misure fiscali previste dalla suddetta Legge di Bilancio, con particolare attenzione a quel che riguarda il condominio, per poi passare alle specifiche tecniche sulla determinazione della classe di rischio sismico ed infine sui possibili interventi di adeguamento sismico degli edifici.

Nell’articolo precedente abbiamo discusso della determinazione e stima numerica del rischio sismico a cui è soggetto un edificio, rappresentata dal parametro EAL. Per la determinazione di questo parametro il tecnico certificatore dovrà provvedere ad una modellazione numerica della struttura (analisi agli elementi finiti) i cui dati dovranno essere reperiti da prove in situ e prove sperimentali, tramite indagine strutturale. Ci sembra quindi molto utile informare gli amministratori di condominio su quali sono i metodi e i relativi strumenti di indagine strutturale ad oggi più utilizzati.

Il punto di partenza di una indagine strutturale è la campagna di indagini, la quale ha l’obiettivo di raccogliere ed  esaminare  i  dati  relativi  a  una  data  struttura  al  fine  di individuarne  geometria,  dettagli costruttivi,  proprietà  dei  materiali, presenza e cause di eventuali comportamenti non soddisfacenti.

All’interno di una campagna di indagine strutturale, possiamo distinguere, a seconda del grado di dettaglio:

  • Indagini preliminari, le cui fonti d’informazione sono essenzialmente i documenti di progetto, che a loro volta permettono di risalire al periodo di progettazione e di costruzione, ai progettisti, direttore dei lavori, collaudatore e costruttore e ai disegni originali, agli elaborati di collaudo e contabili;
  • Indagini dettagliate, che prevedono il rilievo strutturale e le indagini in-situ e le prove in laboratorio.

Nell’ambito  delle  verifiche  in-situ  uno  strumento  d’indagine  molto utilizzato nella pratica è il pacometro. Tale strumento permette di rilevare in maniera non distruttiva la presenza e la direzione e il diametro della barre nel calcestruzzo armato e misura inoltre lo spessore del copriferro con notevole precisione.

 

Indagini sul calcestruzzo

I metodi di indagine relativi al reperimento dei dati riguardanti il calcestruzzo sono riassunti in tabella e la loro scelta è condizionata dalla possibilità o meno di produrre danni alla  struttura:

Metodo Costo Rapidità Danno Str. Rappresentatività Affidabilità
Carotaggio Elevato Bassa Moderato Moderata Elevata
Sonde Windsor Moderato Elevata Minimo Superficiale Scarsa
Ultreasuoni Basso Elevata Nullo Buona Moderata
Sclerometro Basso Elevata Nullo Superficiale Scarsa

 

Carotaggio

Il  carotaggio  è  il  metodo  distruttivo  più diffuso  ed  è  necessario  per  giungere  ad una definizione diretta della resistenza del conglomerato  o  per  calibrare  i  risultati ottenuti con i metodi non distruttivi.

Il prelievo di carote da strutture in opera è regolamentato dalla norma UNI EN 12504 – (2002). Tale norma richiede:

  • di ridurre al minimo l’effetto di rimaneggiamento dovuto all’estrazione
  • che il diametro delle carote non sia minore di 3 volte la dimensione massima dell’aggregato,  mentre  l’altezza  deve  essere  possibilmente pari a 2 volte il diametro della carota stessa

 

Metodo Windsor

Il  metodo  della  sonda  Windsor  è  una prova  semi-distruttiva  per  la  verifica della  resistenza  a compressione  del calcestruzzo in opera.  La prova consiste nello “sparare”, tramite una  pistola,  tre  sonde  di  acciaio  (ad una  certa  distanza  l’una  dall’altra). Queste  frantumano  l’aggregato  e  la matrice  cementizia,  provocando  la crisi del materiale.

Si misura la porzione di sonda che non è riuscita a penetrare all’interno del  calcestruzzo  e  mediante  curve  di  correlazione  (in  funzione  della durezza di Mohs degli inerti) si calcola la resistenza del calcestruzzo. Gli  strumenti  più  moderni  (digitali),  una  volta  impostata  la  durezza dell’inerte, determinano automaticamente la resistenza a compressione correlandola con il tratto di sonda non penetrato misurato.

 

Sclerometro e prove sclerometriche

Lo sclerometro è costituito da una massa battente d’acciaio, azionata da  una  molla,  che  contrasta  un’asta  di  percussione  a  contatto  della superficie di prova. Lo sclerometro misura l’altezza di rimbalzo (indice di rimbalzo S) della massa.

Le prove sclerometriche sono regolamentate dalla norma UNI EN 12504 – 2 (2001). Tale norma precisa che lo sclerometro può essere utilizzato per:

  • valutare l’omogeneità del calcestruzzo in–situ;
  • delimitare zone di calcestruzzo degradato o di scarsa qualità;
  • stimare le variazioni nel tempo delle proprietà del calcestruzzo.

Le prove sclerometriche non  possono  sostituire  i  metodi  distruttivi  nella  determinazione  della resistenza  ma  possono  affiancarsi  ad  essi  costruendo  una  curva sperimentale di taratura. Il metodo presenta bassa affidabilità dovuta al coinvolgimento del solo strato superficiale di calcestruzzo da cui si ha una possibile sovrastima dell’indice di rimbalzo a causa della carbonatazione e una sovrastima della resistenza in calcestruzzi con più di 90 giorni.

 

Prove ultrasoniche

Si misura il  tempo  impiegato  da  onde  soniche,  di  frequenza compresa  tipicamente  nell’intervallo  40-120  KHz,  ad  attraversare  un mezzo  compreso  tra  il  trasduttore  trasmittente  Tx  e  quello  ricevente  Tr collocati a distanza nota, ricavandone la velocità di propagazione. Sono regolamentate dalla norma UNI EN 12504-4 (2005).

Il metodo presenta difficoltà nel correlare la velocità  ultrasonica  con  la resistenza, infatti è buona prassi costruire una curva sperimentale di taratura V-Rc per il calcestruzzo in esame (sconsigliato l’utilizzo delle curve fornite dai costruttori).

Indagini sull’acciaio d’armatura

In genere si interviene tramite prelievo di spezzoni d’armatura con modalità e in punti tali da non compromettere l’integrità strutturale dell’edificio, in modo da limitare il danno. Successivamente tali spezzoni vengono sottoposti a prova di trazione in laboratorio, del tutto simile a quella nel caso delle strutture nuove. Con tale prova si ha una determinazione diretta della resistenza a trazione dell’acciaio e dell’allungamento a rottura. Bisogna fare attenzione nell’individuare l’eventuale presenza di processi di corrosione delle barre tali da comprometterne la capacità resistente (in particolare se la carbonatazione ha superato lo spessore medio di copriferro), con riduzione della sezione resistente delle barre d’acciaio ed il condizionamento negativo del legame di aderenza acciaio-calcestruzzo.

 

Nei prossimi articoli saremo finalmente in grado di entrare nel vivo dell’argomento “riduzione del rischio sismico”. Inizieremo infatti ad analizzare quali sono gli interventi di adeguamento sismico di un edificio con struttura portante in calcestruzzo armato.

Tagged , , , , , , , , , , ,

Lascia un commento

Banner pubblicitario disponibile

Contattaci

AmministroSmart.it