RIDUZIONE DEL RISCHIO SISMICO: classificazione del rischio sismico degli edifici

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RIDUZIONE DEL RISCHIO SISMICO: classificazione del rischio sismico degli edifici

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Come noto, nei primi giorni di novembre, ha avuto inizio l’iter parlamentare della Legge di Bilancio 2017, il cui testo è stato assegnato alla Commissione Bilancio di Montecitorio.  L’Articolo 2, commi 1-2 della legge di bilancio tratta delle detrazioni fiscali per ristrutturazione edilizia, riqualificazione antisismica, energetica e acquisto immobili. Un fattore  molto importante è quello che riguarda la maggiorazione delle aliquote di detrazione fiscale per interventi eseguiti su parti comuni degli edifici, rispetto a quelle previste per le singole unità immobiliari. Quale miglior occasione per ogni buon amministratore di condominio per informarsi a riguardo per sfruttare a meglio i benefici derivanti da tali incentivi?

In questa serie di articoli, vogliamo focalizzarci esclusivamente su ciò che riguarda gli interventi di riqualificazione antisismica. Partiremo dall’analizzare quali sono le misure fiscali previste dalla suddetta Legge di Bilancio, con particolare attenzione a quel che riguarda il condominio, per poi passare alle specifiche tecniche sulla determinazione della classe di rischio sismico ed infine sui possibili interventi di adeguamento sismico degli edifici.

Nell’articolo precedente abbiamo fatto un quadro generale di quelle che sono le detrazioni fiscali che verranno introdotte dalla Legge di Bilancio 2017. È risultato evidente, pertanto, quanto è importante l’introduzione di uno strumento di misura, organizzato in classi (come avviene per gli attestati di prestazione energetica) che permetta di individuare delle soglie di riduzione del rischio sismico degli edifici per accedere agli incentivi (meccanismo di incentivazione). Inoltre, ciò permetterà ad ogni cittadino di capire in modo chiaro e semplice il grado di vulnerabilità di un immobile di sua proprietà, in modo tale da poter effettuare le sue valutazioni economiche sulla necessità di intervenire o meno sull’immobile.

La bozza della Legge di Bilancio, prevede che entro il 28 febbraio 2017 siano adottate le “Linee guida per la classificazione del rischio sismico delle costruzioni”. Il documento, al quale sta lavorando una commissione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti preseduta dal Provveditore alle opere pubbliche di Lombardia ed Emilia Romagna, Pietro Baratono, prevedrà 6 classi di rischio sismico, dalla A (quella meno vulnerabile) alla F, con una schema che ricorda molto quello dell’Attestato di Prestazione Energetica, al fine di individuare immediatamente il livello di sicurezza di un edificio. La definizione delle classi sarà effettuata in base al parametro EAL (Expected Annual Loss), che fa riferimento alla sola questione economica in termini di perdite annue attese, cioè il costo medio annuo che bisognerà sostenere per riparare i danni e coprire le perdite in seguito ad eventi sismici.

Fonte: BibLus-net

Tale costo è trascurabile per una struttura sismicamente efficiente; diversamente, tenderà a salire notevolmente per strutture sismicamente inadeguate, tanto che in alcuni casi diventa più conveniente la demolizione di tali strutture rispetto alla ristrutturazione/adeguamento sismico.

È chiaro quindi, come il legislatore abbia deciso di legare le suddette Linee guida ad un meccanismo di incentivazione, che richiamiamo dal precedente articolo:

Relativamente alle singole unità immobiliari, l’articolo 2 prevede una variazione della quota base di detrazione del 50%, come segue:

  • nella misura del 70% se dalla realizzazione degli interventi relativi all’adozione di misure antisismiche derivi una riduzione del rischio sismico che determini il passaggio ad una classe di rischio inferiore;
  • nella misura dell’80% se dall’intervento derivi il passaggio a due classi di rischio inferiori.

Qualora gli interventi, invece, siano realizzati sulle parti comini di edifici condominiali, le detrazioni di imposta spettano, rispettivamente:

  • nella misura del 75% (passaggio di una classe di rischio inferiore);
  • nella misura dell’85% (passaggio di due classi).

Le detrazioni si applicano su un ammontare delle spese non superiore a 96.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari di ciascun edificio. Tra le spese detraibili per la realizzazione degli interventi relativi all’adozione di misure antisismiche, a decorrere dal 1 gennaio 2017, rientrano anche le spese effettuate per la classificazione e verifica sismica degli immobili.

A differenza di quanto si è portati a pensare, la normativa italiana in materia antisismica è una delle legislazioni più all’avanguardia, ma più del 90% degli edifici presenti sul territorio nazionale sono stati costruiti in assenza di tale normativa. Un aspetto certamente interessante è quello rappresentato dal fatto che, in linea teorica, l’applicazione degli incentivi previsti a seguito del rilascio del “Certificato di rischio sismico”, permetterà una mappatura più o meno uniforme del grado di sicurezza degli edifici esistenti.

Nel prossimo articolo analizzeremo quali sono le tecniche di indagine strutturale di un edificio al fine di reperire i dati necessari alla sua classificazione.

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